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AVI (MANDIA)

AVI (MANDIA)

Un pugno di case
disegnate sulla cima.
Al chiaror della luna
appaiono sospese.
Senza, non si 
scorgono nemmeno.
Per le strade buie
l'odore dei camini.
Tra castagni e ulivi,
appesi ai tanti pendii,
tra le casette di pietra
abitate da vecchi, 
donne e bambini,
il tempo sembra
si sia fermato.
Una ripida stradina
sale ancora più in alto.
Una casa aperta a tutti,
una figura intenta al focolare.
"Figliu miu" il saluto che ti accoglie:
un viaggio nel tempo
comincia come d'incanto.
A sera mi avvolgo dolcemente
nel letto che è stato anche degli avi.
Mia madre da un lato,
la sua dall'altro,
Il buio più non temo,
né il sibilare del vento
dalla finestrella affacciata
allo strapiombo.
E una dolce ninnananna
è il fitto e lieve parlare,
tra madre e figlia,
in una lingua dal suono antico.
E sono felice in mezzo a loro.
Proprio come un bambino.

Lucio Scafuri - 2013

Salute-Benessere-Sport-Convegno ed Ecomaratona ad Ascea

L’associazione di promozione sociale "Elea futura" insieme al movimento culturale "Attiva-mente" di Mandia, con la collaborazione della FIASP e la "Fondazione Alario per Elea-Velia onlus", del laboratorio analisi Schiavo, dell’associazione onlus "Carmine Speranza", dell’Humanitas di Salerno, dello studio nutrizionale dottoressa Mari e con il patrocinio del Comune di Ascea, organizzano:

Il termalismo olistico: il ruolo dell'infermiere. Convegno nazionale ideato ed organizzato grazie all'impegno di Alessandro Rovezzi

Medicina termale, dal Cilento il termalismo olistico dal punto di vista degli infermieri.

L’università di Pavia, in collaborazione con alcune associazioni impegnate nella ricerca continua verso la divulgazione delle discipline olistiche e del benessere umano, con il patrocinio morale del collegio Ipsvi di Salerno, presentail primo convegno nazionale dal titolo: ‘il termalismo olistico e il ruolo dell’infermiere, che si terrà Sabato 27 settembre presso il palazzo Cariparma di Vigevano in provincia di Pavia.

Il primo convegno nazionale è stato ideato, proposto e organizzato grazie all’impegno fondamentale di un infermiere salernitano, Alessandro Rovezzi, originario di un piccolo paesino del Cilento, Mandia di Ascea, laureato in scienze infermieristiche, presso l’università Sapienza di Roma e dipendente di una nota struttura sanitaria di Cremona, dove oggi svolge la professione di infermiere.

«L’idea nasce – spiega Alessandro Rovezzi – dalla necessità di provvedere alla formazione di una figura specializzata dedita all’accoglienza e all’assistenza dei visitatori e/o dei pazienti che si accingono ad intraprendere un percorso all’interno dei centri termali e in quei luoghi dove vengono erogati servizi per il benessere della persona, soprattutto per quanto riguarda le varie tecniche e l’utilizzo corretto delle acque, attualmente, poco o per niente conosciute.  In molti centri termali e nelle cosiddette spa, oggi l’ospitalità professionale risulta estremamente carente o addirittura in certi casi è assente. E’ abituale incontrare all’interno di queste strutture, figure scarsamente preparate ad accogliere e ad informare i visitatori, circa i rischi e i benefici dell’utilizzo delle acque termali, al contrario, invece, di come accade in altre nazioni, come ad esempio Germania, Slovenia e Svizzera, dove si pone maggiore attenzione alla cultura delle cure termali e dove si riscontra una notevole considerazione verso l’assistenza sanitaria primaria nei confronti di coloro che entrano a contatto per la prima volta con il mondo termale».

«E’ nostra intenzione – continua Alessandro Rovezzi – creare nuovi percorsi di formazione post-laurea per gli infermieri, dando vita ad una figura altamente qualificata che possa fornire un servizio decisamente più elevato nel contesto termale e olistico, a favore di qualsiasi individuo, non solo per il normale relax psico-fisico, ma anche per aumentare il processo di guarigione di alcune patologie.  A tal proposito, l’Università di Pavia si è dimostrata estremamente interessata al progetto di medicina integrata, prendendo seriamente in considerazione tali proposte, le quali a breve saranno formalizzate, grazie soprattutto al prezioso contributo dell’Associazione Italiana Olistica Pavese, vicina alla tematica scientifica. Sicuramente istituiremo altri convegni in Italia per approfondire l’argomento e contemporaneamente avvieremo la formazione post-laurea in medicina termale e olistica per infermieri» conclude Rovezzi.

Il promotore di questo nuovo percorso olistico-sanitario, Alessandro Rovezzi, risulta il primo infermiere in Italia ad approfondire le tematiche riguardanti la medicina termale per il mondo infermieristico, poiché prima d’ora, tali discipline venivano gestite soltanto dai medici specializzati o da personale non specializzato e scarsamente informato. Tali restrizioni, infatti, hanno generato in primo luogo una scarsa divulgazione degli effetti benefici e collaterali circa l’utilizzo delle acque termali, tralasciando in molti casi l’analisi approfondita dello stato di salute dell’individuo e in secondo luogo è stata diradata la frequenza verso queste strutture, causandone in molti casi la chiusura definitiva di importanti stabilimenti termali.

Si tratta di un incontro scientifico-culturale concentrato prima di tutto sulla conoscenza e l’utilizzo delle terme, senza dimenticare che in tempi più remoti vi era una maggiore consapevolezza in materia, come ad esempio in epoca romana, dove le terme erano maggiormente frequentate e, per quanto riguarda il Cilento, presenti anche nell’antica città di Elea-Velia. Il convegno si concentrerà anche sulla scienza e sulle tecniche olistiche, ovvero sull’analisi di quegli aspetti generali riguardanti i bisogni dell’essere umano. Gli obiettivi principali sono, oltre all’istituzione di nuovi percorsi formativi per infermieri, unire varie realtà presenti in Italia dedite allo sviluppo e alla conservazione di tali insegnamenti e permettere loro lo scambio di idee e opinioni, al fine di favorire una maggiore conoscenza delle discipline olistiche e renderle definitivamente attive anche nel mondo sanitario italiano.

Articolo pubblicato dal Giornale del Cilento 

Link articolo: Giornale del Cilento.it

 

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A Mandia la festa di tutti

Una passeggiata con il naso all’insù ad ammirar le stelle. Un tuffo nel passato, fatto di canti, ballate e cucina tradizionale. E’ la festa degli “Antichi sapori”, una tre giorni attesa da tutto il cilento, che ogni anno, dopo Ferragosto, si muove verso Mandia. La “caput mundi” del parco nazionale che lambisce Paestum e una buona fetta della provincia di Salerno, dicono fieri i più anziani dei “mandioti”, che mentre ti parlano di storia e bellezze locali, addobbano vie e piazze per dare il benvenuto ai visitatori della sagra. La sera prima della festa si sale e si scende tra le vie del paese, accompagnati da musiche e stornelli locali. L’immancabile tappa alle “pantane” (una sorgente di acqua leggerissima) e con un po’ di fortuna capita di incontrare anche volpi e civette incuriosite. Il paese è pronto ad accogliere tutti. In una piazza ci sono spettacoli teatrali dal vivo; si visita una torre medievale, e in pieno centro si susseguono mostre itineranti che raccontano di un passato contadino fatto di aratri, torni e “vrulari” (padelle forate per cuocere le castagne). Ieri come oggi è la terra che muove l’economia di Mandia con prodotti d’eccellenza, fagioli “tabacchini”, marroni, olio delle olive “pisciottane” (varietà tipicamente cilentana). Tutti cibi che si possono assaggiare negli stands allestiti lungo le vie del paese. Il benvenuto a Mandia è dato dalla mascotte “Mandì” (un simpatico riccio di castagna che beve un fiasco di vino) e subito si vede una mappa con il percorso da seguire. C’è l’angolo della gastronomia. Con una offerta minima vengono serviti antipasti di salumi e formaggi, freselle condite con pomodori e fagioli “tabacchini”, fusilli. Ma anche pasta e fagioli, fagioli e castagne, patatine fritte e salsicce cotte alla brace. Musica dal vivo suona per tutto il paese. Ci si improvvisa ballerini, si ballano tarantelle fino a tarda sera. Ogni angolo di Mandia è tappezzato da foto “d’epoca”. Tanti ricordi. Una tradizione che vive negli occhi dei padri, e viene tramandata oggi ai figli. Immancabile è la visita alla chiesa di San Giovanni Battista. L’omaggio alla Madonna, mentre all’esterno, in piazza, un coro “improvvisato” ricorda, in rime e versi, le origini della festa, che quest’anno soffia ventuno candeline. Più di quattro lustri. Non si direbbe. Ma il biglietto da visita è rimasto lo stesso: accoglienza, buona cucina e tanta allegria. “E il prossimo anno si rilancia”, ci saluta con un sorriso una “commare”.

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