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Atto di compravendita della montagna di Mandia

 

 

 

L'Atto di compravendita della "Montagna detta di Mandia" è un documento di grande respiro storico e giuridico. L'atto stipulato alla fine del 1800 in qualche modo si rifà alle tecniche e ai metodi di coltivazione delle Associazioni Consortili Acricole sorte in alcune aree del Cilento intorno al 1400. Coloro che comprano il territorio (circa 150 ettari) decidono di diventare comproprietari di tutto il territorio acquistato, rinunciando alla singola proprietà a favore del possesso in comunione. Ciò significava sacrificare il possedimento di un piccolo appezzamento di terra, che poteva anche bastare ai bisogni della famiglia, a favore della possibilità che tutti, sulla base delle proprie capacità, della forza lavoro, delle attitudini, potessero utilizzare il bene comune per trarne il massimo beneficio. Il prodotto del lavoro del singolo veniva, a sua volta, ridistribuito come quota-parte in beni o in moneta a tutti i comproprietari. Solo per un breve periodo dell'anno l'assegnatario di un fondo godeva del pieno possesso dello stesso (dal 4 ottobre al 21 novembre). Il "modello Mandia" fu copiato ed esportato in altre aree del Cilento.

Negli ultimi decenni ci sono stati molti tentativi di divisione e ripartizione della montagna per assegnarne il possesso agli eredi di quei 28 coraggiosi pionieri. Tutto è risultato giuridicamente vano.

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