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Teatro 2012

U' N'GIPPAMIENTO

 

Lingua:

dialetto mandioto

Scritta da:

Prof. Carlo SCAFURI

Regia:

Giuseppe SACCO

Scenografia teatrale:

Vincenzo CORRADO

Gianluca ROVEZZI

Attori di introduzione:

Maria GUGLIELMELLI: MARIA

Paola FIERRO:  CARMELA

Attori principali:

Alessandro ROVEZZI: CARMINU

Simone D'ALESSANDRO: MAURUCCIO

Giuseppe SACCO: N'TONIO

Giusy GUGLIELMELLI: CUNGETTA

Francesca D'ALESSANDRO: FULIMENA

 

 


 

SINOSSI:

 

Maria e Carmela, passeggiando attraverso il pubblico raccolto nella piazzetta in attesa dello spettacolo, commentano alcune voci di paese che avrebbero preannunciato l’annullamento dell’esibizione teatrale, a causa della mancanza di attori. Carmela, maggiormente informata dei fatti del paese, conferma, invece, che l’esibizione è stata regolarmente programmata per le tre serate della festa e che in realtà non ci sono mai stati impedimenti per la realizzazione della stessa. Allora Maria, non conoscendo la trama della rappresentazione teatrale chiede a Carmela di farle un breve riassunto, al fine di far comprendere la storia anche al pubblico presente considerando la presenza dei turisti/visitatori che non potrebbero capire il dialetto cilentano.

  

Mandia, agosto 1870

 

Carminu, figlio di N’tonio, dedica le giornate al duro lavoro per la coltivazione della terra e al pascolo delle capre e dei maiali, nonostante i rimproveri continui dei genitori che lo vedono molto sbadato e pensieroso, forse perché innamorato di una bella ragazza del paese, Fulimena.

Minicuccio, risulta essere innamorato di Cungetta, sorella di Carminu, amico di sempre.

Carminuccio, mentre esegue un monologo, raccontando la propria vita e le proprie debolezze affettive, avverte dei passi provenienti dal cortile vicino casa e si nasconde in un angolo, pensando che si trattasse del padre, N’tonio, attento a rimproverare continuamente il figlio.

Inaspettatamente appare Minicuccio, amico di Carminu, il quale spiega le ragioni per le quali intende corteggiare la sua amata che di casa vive proprio in quella piazzetta.

Carminu, nascosto in un angolo della piazzetta e attento alla discussione di Minicuccio, capisce che in realtà il suo caro amico vuole corteggiare Fulimena e che presto glielo avrebbe confidato.


 

  Carminu, infuriato dalle parole di Mauruccio, esce allo scoperto e aggredisce verbalmente quest’ultimo, non chiarendo comunque la situazione creatasi e nel momento in cui avverte dei passi e un colpo di tosse provenienti dal cortile retrostante, capisce che sta per arrivare il padre, N’tonio, in cerca del figlio.

Carminu fuggendo dal luogo, dimentica il tascapane a terra, recuperato poi da Minicuccio che provvederà a farglielo restituire dalla sorella Cungetta.

Minicuccio, però, non avendo compreso l’inspiegabile ira di Carminu, crede che lo stesso non sia d’accordo per il fidanzamento con la sorella Cungetta.

Nel frattempo, Cungetta e Fulimena si incontrano e discutendo dei loro corteggiatori, capiscono che tra i due si è creata una strana competizione.

Carminu impazzisce per la perdita del tascapane e attribuisce la sparizione a carico di Minicuccio. Allora decide di recarsi presto in montagna per recuperare un ceppo e renderlo piacevole per poi lasciarlo davanti alla porta di casa di Fulimena, sua vicina. Nel frattempo Carminuccio realizza un simpatico ceppo e in attesa di completarlo lo appoggia sotto la finestra della propria abitazione e quindi la stessa abitazione di Cungetta.

Mauruccio, giunto nella piazzetta, vede il ceppo appoggiato davanti la porta della sua amata e crede che qualcuno ha tentato di corteggiare Cungetta; si infuria e lo sposta davanti l’uscio della porta di Fulimena, decidendo comunque di avere a tutti i costi una donna.

Successivamente appare Carminu, pronto a completare il ceppo lasciato poc’anzi vicino la propria porta di casa e sorpreso e infuriato si accorge che invece è stato spostato vicino l’abitazione di Fulimena, confermando l’odio verso l’amico Minicuccio.

Cungetta e Fulimena, che hanno seguito e capito la confusione nata tra i due amici, cercano di aggiustare il disguido rimettendo i due ceppi al proprio posto.

La storia termina con un simpatico lieto fine: i due amici chiariscono e gli umori ritornano alla normale quotidianità.