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Teatro 2012

 

  Carminu, infuriato dalle parole di Mauruccio, esce allo scoperto e aggredisce verbalmente quest’ultimo, non chiarendo comunque la situazione creatasi e nel momento in cui avverte dei passi e un colpo di tosse provenienti dal cortile retrostante, capisce che sta per arrivare il padre, N’tonio, in cerca del figlio.

Carminu fuggendo dal luogo, dimentica il tascapane a terra, recuperato poi da Minicuccio che provvederà a farglielo restituire dalla sorella Cungetta.

Minicuccio, però, non avendo compreso l’inspiegabile ira di Carminu, crede che lo stesso non sia d’accordo per il fidanzamento con la sorella Cungetta.

Nel frattempo, Cungetta e Fulimena si incontrano e discutendo dei loro corteggiatori, capiscono che tra i due si è creata una strana competizione.

Carminu impazzisce per la perdita del tascapane e attribuisce la sparizione a carico di Minicuccio. Allora decide di recarsi presto in montagna per recuperare un ceppo e renderlo piacevole per poi lasciarlo davanti alla porta di casa di Fulimena, sua vicina. Nel frattempo Carminuccio realizza un simpatico ceppo e in attesa di completarlo lo appoggia sotto la finestra della propria abitazione e quindi la stessa abitazione di Cungetta.

Mauruccio, giunto nella piazzetta, vede il ceppo appoggiato davanti la porta della sua amata e crede che qualcuno ha tentato di corteggiare Cungetta; si infuria e lo sposta davanti l’uscio della porta di Fulimena, decidendo comunque di avere a tutti i costi una donna.

Successivamente appare Carminu, pronto a completare il ceppo lasciato poc’anzi vicino la propria porta di casa e sorpreso e infuriato si accorge che invece è stato spostato vicino l’abitazione di Fulimena, confermando l’odio verso l’amico Minicuccio.

Cungetta e Fulimena, che hanno seguito e capito la confusione nata tra i due amici, cercano di aggiustare il disguido rimettendo i due ceppi al proprio posto.

La storia termina con un simpatico lieto fine: i due amici chiariscono e gli umori ritornano alla normale quotidianità.

 

 

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