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Cerimonia di inaugurazione lapide commemorativa

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il 24 giugno 2007 a Mandia di Ascea si è svolta la cerimonia di inaugurazione di una lapide in memoria e onore dei caduti in guerra con la partecipazione dei cittadini, delle Autorità Civili e Militari.

Durante la 1^ e la 2^ guerra mondiale Mandia non ha visto tornare tre dei suoi “figli”: D’Alessandro Francesco, D’Angelo Annunziato e Guglielmelli Nicola. Essi si sono sacrificati per il bene della Patria e per garantire la pacifica convivenza civile fra i popoli.

Il 24 giugno è stata una giornata indimenticabile, che rimarrà impressa nella memoria di tutti i cittadini.

 

Di seguito il discorso del Dott. Aldo Fierro, Presidente dell'Associazione Culturale Comitato pro-Mandia:

Cari amici e compaesani,

oggi è un giorno importante sia perchè commemoriamo la nascita del nostro Santo Protettore sia perchè commemoriamo

la memoria di tre dei nostri amici e parenti, figli della terra di Mandia.

Ringrazio le autorità religiose, civili e militari che hanno voluto

accettare di essere qui presenti, in particolare:

-  il nostro parroco don  Aniello Adinolfi

-  il nostro Sindaco dott. Mario Rizzo e tutto il Consiglio Comunale

-  il Sig. Maresciallo dei Carabinieri di Ascea

-  i vigili urbani del Comune di Ascea

-  un ringraziamento particolare va allo Stato Maggiore dell’Esercito che ha accettato di inviare un picchetto d’onore per questa cerimonia e all’ufficiale, ai graduati e ai soldati che compongono questo picchetto

-  non posso non ringraziare i nostri militari, che tutti conosciamo e rispettiamo e che, all'invito per questa cerimonia, hanno voluto presenziare con le divise delle Armi di appartenenza. Questo è il segno della continuità che lega il passato al presente.

Che cosa significa la cerimonia di oggi?

Voglio ricordarlo con le parole che Ugo Foscolo scrive nei “Sepolcri”

...Celeste è questa corrispondenza d'amorosi sensi, celeste dote è negli umani; e spesso per lei si vive con l'amico estinto e l'estinto con noi, se pia la terra che lo raccolse infante e lo nutriva, nel suo grembo materno ultimo asilo porgendo, sacre le reliquie renda dall'insultar de' nembi e dal profano piede del vulgo, e serbi un sasso il nome, e di fiori odorata arbore amica le ceneri di molli ombre consoli.   Sol chi non lascia eredità d'affetti   poca gioia ha dell'urna.

Il grande poeta definisce celeste, cioè divina, la corrispondenza d’amorosi sensi, cioè la memoria, il ricordo affettuoso che lega coloro che sono sulla terra, cioè noi che siamo vivi, con coloro che non ci sono più. E più abbiamo amato coloro che non sono più con noi, più il loro ricordo è presenza costante e quotidiana nella nostra vita (per lei si vive con l'amico estinto e l'estinto con noi).

Ma ricordare i nostri caduti significa anche creare un ponte tra il passato ed il presente. La storia del mondo e anche la storia di questa piccola comunità rurale, qual è la nostra, si basa sulla continuità.  Non c’è popolo senza storia.

Questi uomini, che oggi ricordiamo e ai quali è destinata questa lapide, servono a noi di esempio. Essi furono prima contadini, andarono a pascolare le greggi o i maiali; vissero e lavorarono con le loro famiglie e per le loro famiglie e poi andarono a morire per aiutare noi, liberando il patrio suolo dalla dominanza straniera o seguendo un ideale di grandezza che avrebbe dovuto riportare la nostra nazione allo splendore dell’antico impero romano.

Noi siamo qui anche per merito loro. Noi non viviamo gli stessi stenti e le stesse miserie che loro hanno vissuto. Noi abbiamo molto, tanto, troppo. Non sappiamo più apprezzare e non conosciamo i sacrifici. Noi consideriamo eroi coloro che sono morti per la patria. Forse sarebbe meglio considerarli come cittadini normali chiamati a difendere il bene comune e che per il bene comune si sono sacrificati

Ogni volta che passeremo davanti a questa lapide non potremo che ricordarci di loro. I loro nomi resteranno scolpiti nei secoli sulla pietra e diranno a coloro che verranno dopo di noi che il loro sacrificio è servito a farci diventare liberi e cittadini di un mondo migliore.

 

VIVA MANDIA !

VIVA L’ITALIA !

VIVA TUTTI NOI !

GRAZIE !

 

 

                       

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